giovedì 10 dicembre 2009

Un modo naturale di combattere lo stress

Spesso pensiamo allo stress come a qualcosa di imbattibile, di estraneo a noi, lasciandoci  coinvolgere in un vortice di preoccupazioni e pensieri che non fanno altro che autoalimentarlo.

Il riposo è certamente molto importante per ridurre lo stress, dando modo al proprio fisico di recuperare le energie perse, ma è molto importante anche saper gestire le proprie emozioni, prima di tutto con l’intento di non danneggiare gli altri, e quindi di risparmiare energie, perchè si sa prima o poi ad un danno inflitto corriponde un danno subito, secondo la legge di azione e reazione, ed anche secondo quella del karma.

Spesso non ci rendiamo conto, anche quando abbiamo tutto il diritto di far sentire la nostra voce, ed abbiamo da far osservare agli altri qualcosa che non riteniamo leale, di quanti colori si tinge di rabbia la nostra voce ed il nostro sguardo, e di quanto questo odio possa danneggiare persone che probabilmente non hanno avuto effettivamente un comportamento etico, ma che potrebbero essere riprese con più pazienza e buonsenso.

Spesso nei social network, nei forum di discussione sul web, o peggio ancora in televisione, si assiste a discussioni su problemi importanti, come i crimini, e le violenze, con un odio smisurato ed un’abnorme sete di vendetta nei confronti degli incriminati. Questo non fa che alimentare rabbia, e violenza, i grandi maestri del passato insegnavano tutti, indistintamente, ad amare il prossimo come se stessi. Un criminale, che ha un cattivo comportamento, un cattivo carattere, è spinto anche da un’abitudine consolidata a comportarsi così, e proprio sull’onda di tale comportamento folle, tende a ripetersi in questa direzione. 


La mia citazione si rifà alle tradizioni spirituali, ma non importa scomodare i maestri del passato, per comprendere quanto, in un mondo così violento, e degenerato, occorra, oltre a punire opportunamente i criminali, senza bonus di buonauscita ed indulti vari, figli di una pigrizia ed inattività a costruire nuove prigioni, essere misericordiosi e clementi. Se ci riflettiamo un attimo, magari tutti siamo stati tentati di imprecare e maledire i criminali, almeno una volta, e di chiederne la gogna, ma in questo modo aumenterebbe solamente la nostra malevolenza, l’odio, e alimenteremmo in noi una cattiva abitudine, proviamo invece ad augurare loro di essere felici, in carcere, a scontare giustamente la loro pena, ma senza invocare vendetta. In poche parole spesso fissiamo l’attenzione su di noi, peccando di un orgoglio inconsapevole, che alla fine danneggia soprattutto noi stessi, privandoci di energie, che potrebbero essere spese in attività molto più piacevoli e proficue. In effetti potrebbe non sembrare orgoglio, ma il nostro punto di vista, il nostro desiderio di giustizia, è purtroppo spesso accompagnato dalla rabbia e da una visione ristretta, appunto legata al nostro ego, non è forse vero che talvolta quella persona che agisce danneggiando gli altri, ha subito a sua volta un danno, una violenza nella sua vita, e quindi si è comportata male riversando semplicemente sugli altri i propri problemi, la propria cattiveria, ed è stata vittima della propria follia?

Come possiamo aggravere ulteriormente la situazione di questa persona, augurandole il peggio?

In questi tempi di violenza e di crisi morale, occorre farsi portatori di pace, nella consapevolezza che ogni azione, parola e pensiero di odio da luogo a conseguenze negative, e di sofferenza per tutte le persone coinvolte, mentre ogni azione, parola e pensiero di amore, tolleranza, rispetto e misericordia, porta a conseguenze di gioia e felicità.

Una persona che compie una violenza, un crimine, è automaticamente punita, non può avere la coscienza a posto, e anche qualora spudoratamente ostentasse serenità, dovrà fare i conti col proprio orgoglio e gli pioveranno addosso prima o poi situazioni indesiderate e altrettante violenze. Non sempre la legge di azione e reazione è evidente nei tempi di questa vita, non è neppure necessario credervi, ma è quantomeno civile augurare agli altri la felicità sempre, a noi stessi la auguriamo sempre quando la desideriamo...praticamente fino dalla nascita cerchiamo sempre la felicità!

Pensiamo a quante volte abbiamo cercato il nostro interesse, a discapito di qualcuno, anche nelle piccole cose, una caramella rubata al bar, un passaggio scroccato in macchina dall’amico che prende sempre la macchina al posto nostro, un biglietto del bus non timbrato....si ma cosa vuoi che sia una caramella, l’amico ha un sacco di soldi più di me, è giusto che la prenda lui, i controllori poi non ci sono mai, non fanno il loro dovere, ma in realtà stiamo cercando di essere felici giustificando le nostre mancanze ed i nostri egoismi di una visuale molto ristretta. In altre parole stiamo alimentando la nostra ignoranza, siamo tutti uguali, ognuno nasce in condizioni e circostanze diverse, più o meno fortunate, ma abbiamo tutti la stessa anima, la stessa mente pura e chiara.

Proprio chi è meno fortunato, necessita di aiuto, e di buoni esempi per crescere e divenire virtuoso, e proprio con le nostre buone qualità, possiamo essere di aiuto agli altri, amando senza condizioni e senza giudizi, e al tempo stesso, senza dimenticarci dell’importanza di educare e di riprendere fermamente ma educatamente coloro che sono nati e cresciuti in ambienti e famiglie svantaggiate. In questo senso dovremmo cercare di divenire più equanimi, ugualmente gentili e disposti ad amare tutti, come insegnavano Gesù e il Buddha. Altrimenti perchè Gesù avrebbe protetto la prostituta che tutti incolpavano, perchè avrebbe perdonato i due ladroni sul calvario? Quanto è facile recitare nel Padre Nostro “..e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”, e in questo caso non è neppure un nostro debitore il criminale, perchè non subiamo direttamente un danno, e neppure in questo caso siamo in grado di portare nelle pratica la parola di Gesù. Quanto è facile riflettere e meditare sull’azione nociva della parola, sulla malevolenza, dell’augurare del male agli altri, indicata come nociva e portatrice di sofferenza dal Buddha, e quanto poi nella pratica, può essere difficile mantenere questa condotta etica!

Oggi in questo pianeta c'è bisogno di essere buoni cristiani, buoni buddhisti, insomma uomini buoni, di essere più tolleranti, e buoni ascoltatori, si perchè si fa presto a divenire razzisti ed intolleranti fidandoci di ciò che ci viene raccontato in una cultura e in una tradizione spirituale delle altre, occorre riflettere e studiare gli altri, per conoscerli e quindi rispettarli con più naturalezza.

Proviamo a considerare solamente la nostra situazione, proviamo a vedere quanta più pace, tolleranza e amore, sono presenti in noi quando riflettiamo sulle motivazioni che spingono una persona a compiere un gesto, augurandole di cambiare in meglio, scontando la pena, ma in santa pace, non è infatti infliggendo loro punizioni e torture che imparerebbero la lezione, anzi peggiorerebbero ancora di più, basterebbe chiedere il parere ad uno psicologo.

Stiamo parlando di persone da aiutare a ritrovare la condotta etica ed il buonsenso, certamente non è facile, perchè ognuno tende a mantenere i propri comportamenti, non a caso si parla di “carattere” delle persone, ma sicuramente occorrerebbe prevedere anche un supporto sociale all’interno del carcere di tali soggetti. Sono il primo a dire che per reati gravi per cui è inizialmente dato l’ergastolo la pena non dovrebbe mai essere abbassata, ma comunque dovrebbe essere concessa umanità e amore anche a questi soggetti, che sono uomini come noi; in realtà anche chi augura loro del male, per desiderio di vedere “vendicate” le vittime, commette un crimine altrettanto disumano.

Spesso ci lasciamo anche prendere dall’attaccamento, dal desiderio irrefrenabile di fare acquisti, di seguire i nostri vizi, di giudicare sempre il lato negativo delle situazioni, senza potervi rinunciare, senza renderci conto di quanto sia provvisoria e impermanente la felicità legata ai beni terreni.

Questo non significa per forza isolarsi dal mondo e fare una vita ascetica, di rinuncia, ma vedere tutto con maggiore distacco, e saper dedicare un po’ del proprio tempo agli altri, dedicare i propri gesti e il proprio sviluppo (ovvero miglioramento) personale alla felicità altrui.

In ogni contesto tendiamo ad aumentare il nostro stress e quello altrui, tendiamo a schierarci in un partito politico, in una tradizione religiosa, in una compagnia, ma tutto è un po’ diverso da come appare, può sfuggirci un particolare fondamentale, di una situazione, che ci farebbe cambiare parere a proposito, e possiamo  comunque sempre fraintendere gli altri. Inoltre senza rendercene conto siamo condizionati dalla cultura e dalle abitudini della nostra terra e del nostro popolo, proprio in questi anni così difficili dal punto di vista ecologico, economico e sociale, occorre contribuire ad un mondo più umano, tollerante e quindi con molto meno stress.

Oggi occorre essere buone persone, nella pratica, la teoria è importante, ma senza l’applicazione nella vita quotidiana dei precetti morali, qualsiasi tradizione morale diviene bigotta ed arida, grazie a questo potrebbe nascere davvero un'altra civiltà.

Fai risplendere la gioia che è in te, e diffondila come una sfera di arcobaleni di luce dorata, benedici tutto l’universo, augurando il bene più grande, ed eterno a tutti gli esseri viventi, e vedrai che tutto il mondo lentamente, rinascerà nella pace! :-D


1 commento:

Giuseppe ARena ha detto...

Perché alcuni vivono determinate situazioni e si lasciano andare mentre altri ne prendono spunti per essere ancora più forti?
La domanda è semplice ma ancora più semplice è la risposta:
Non sono le situazioni a fare le nostre vite, sono le risposte che noi diamo a determinarle. Risposte che, essendo nostre, abbiamo il potere di cambiare in qualsiasi momento.
La mia filosofia è migliorare la qualità della vita assumersi l'impegno di dare la migliore risposta agli eventi che ci accadono.

Io personalmente cerco di assumermi sempre la responsabilità della mia vita.

Sveglia il vulcano che è in te!

Giuseppe Arena